«Sono figlia d’arte», esordisce. «l mie genitori erano entrambi investigatori e penso che quando da adolescente tiravo tardi con gli amici, più di una volta mi abbiano fatto discretamente controllare. La passione del mestiere ce l’ho nel sangue. Ho iniziato a lavorare nel settore a 18 anni, facendo la gavetta nell’ufficio di papà. Dodici anni fa ho fondato la mia agenzia, la Giuliani Investigazioni. Conto sulla collaborazione di dieci persone, uomini e donne, di diverse età, pronte a intrufolarsi in qualsiasi ambiente: da quello dei punk a quello dei manager di alto livello, per seguire gli spostamenti di una persona».

Con l’arrivo dell’estate crescono le occasioni, le tentazioni di tradimento. «Certo. c’è il tradimento classico, la moglie al mare, il marito in città… con la scappatella in agguato. Ma oggi il tradimento sta assumendo forme diverse.

'OGGI' - 30 Giugno 2004

Bella e determinata, dalla lunga chioma biondo-ramata e dagli occhi penetranti: è lei, Laura Giuliani, 38 anni, la regina degli investigatori privati: il primo presidente donna della Federpol, l’associazione nazionale della categoria. Il 6 giugno a Rimini, a conclusione del quarantasettesimo congresso della Federpol, Laura Giuliani è stata eletta dagli oltre 500 iscritti: prima donna e prima presidente sotto i 40 anni. Forte e combattiva, Laura Giuliana si batte perché il terreno dell’investigatore privato non venga limitato e penalizzato dal legislatore, riducendolo a una semplice assistenza agli studi legali per esibire prove ai processi.

La incontriamo nel suo studio, in un discreto condominio alle porte di Milano. Sembra uscita da un film americano: elegante e affascinante, ma… che sguardo indagatore dietro la cordialità!

Occhio al computer e ai gesti troppo affettuosi

Eccovi un decalogo di segnali che potrebbero essere innocenti, ma vanno comunque tenuti sotto osservazione se avete dubbi sulla fedelta del vostro partner

La gelosia, si sa, può ìnvaderci al punto da farci prendere lucciole per lanterne. Ma, pur senza drammatizzare, ci sono segnali che vanno tenuti «sotto osservazione» perché potrebbero nascondere un tradimento. Eccovi un decalogo con dieci campanelli d’allarme. Ovvero: quando il partner è da tenere d’occhio…

1 Quando ha improvvisi cambiamenti d’abitudine. Chi prima stava in pantofole e d ‘un tratto dice di essersi iscritto a corsi serali di cucina o ginnastica o yoga, è da controllare. Soprattutto se rifiuta di coinvolgere il/la partner.
2 Quando compra un secondo cellulare. Per ricevere telefonate di lavoro, dice. Ma come mai non vuole comunicare il suo nuovo Pin?
3 Quando tiene il cellulare spento in compagnia del/della partner. Per non essere disturbato? Può darsi, ma può darsi invece che tema di ricevere telefonate compromettenti.
4 Quando se ne sta a chattare al computer di notte, adducendo motivi di lavoro.
5 Quando accampa scuse al momento di fare le vacanze insieme: ho tanto lavoro, vai avanti tu…
6 Quando comincia a criticare tutto del/della partner: non gli va più bene che cosa dice, come si veste ecc.
7 Quando diventa improvvisamente, e senza motivo, affettuosissimo/a, generosissimo/a. Potrebbe nutrire sensi di colpa…
8 Quando, in mezzo ai soliti amici e senza avere preoccupazioni di salute o lavoro, e con la mente altrove.
9 Quando guarda il/la partner con aria strana e assente.
10 Quando dirada parecchio i rapporti d’amore dicendo che sta attraversando un periodo di crisi esistenziale o ha frequenti emicranie.

m.c.c.

Sono in grande aumento, per esempio, gli innamoramenti virtuali, via chat, che poi sfociano in appuntamenti e relazioni vere e proprie. Molti miei clienti, uomini e donne, si rivolgono a me perché insospettiti dell’eccessivo tempo trascorso al computer dal partner, in particolare la notte. La scusa è sempre la stessa: motivi di lavoro e di studio. Ma in tal caso bisogna tenere gli occhi aperti, pronti a captare ogni segnale».
«Una volta», continua, «è venuta in studio una donna lamentando che il marito, che prima odiava il computer, improvvisamente ci passava le nottate e nel frattempo era caduto in crisi depressiva. Abbiamo pedinato l’uomo ma non risultava avesse alcuna relazione. Dopo attenti controlli, svolti anche dai familiari nei modi da noi suggeriti, è risultato che intratteneva via chat una relazione virtuale con una donna protetta da un nome fasullo. Più volte lui aveva chiesto d’incontrarla, ma lei si rifiutava. Quel rapporto solo virtuale aveva enormemente accresciuto l’interesse per la donna, che probabilmente di persona era un tipo scialbo, fino a farne un’ossessione. Per questo il marito della mia cliente stava vivendo una crisi esistenziale. Ne è uscito fuori grazie all’assistenza di uno psicologo procuratogli dalla moglie attraverso la mia agenzia. Noi disponiamo infatti della collaborazione di medici, psicologi e avvocati per seguire il cliente che lo desideri dopo che le indagini hanno portato alla luce il problema.
«Il più grande alleato di chi nota qualcosa di strano nel comportamento del partner resta il cellulare», continua Laura Giulianì. «È difficile che prima o poi il sospettato o la sospettata non lo dimentichino da qualche parte acceso con un messaggino compromettente… Di solito tutti gli sms galeotti vengono cancellati, ma con costanza una traccia viene scavata. La cosa che deve più insospettire sono i repentini cambiamenti d’abitudine: chi prima lo teneva sempre acceso e adesso lo tiene sempre spento. O viceversa. Chi prima lo lasciava dappertutto e adesso se lo porta anche in bagno, sotto la doccia…»
Sono in aumento le richieste d’indagare su sospetti tradimenti? «No, sono stabili. Oggi è in crescita la richiesta di controllo dei figli adolescenti, quando si temono cattive frequentazioni, e quelle sui manager aziendali che si sospetta forniscano informazioni riservate alle ditte concorrenti. Ma può capitare, come in un film di 007, che al lavoro si mescoli l’amore». In che modo?
«Faccio un esempio: il manager donna di una grande azienda aveva avuto l’incarico dal suo presidente di rivolgersi a me per far pedinare un collega sospettato di spionaggio industriale. I due facevano spesso viaggi di lavoro insieme: da un lato doveva tenerlo d’occhio lei, dall’altro due miei collaboratori travestiti da alti funzionari. Dopo vari accertamenti abbiamo stabilito che il manager era innocente, fedele alla sua azienda. A quel punto le indagini si sarebbero dovute interrompere. Ma la collega, che nel frattempo si era innamorata del sospettato e aveva iniziato con lui una relazione, accampava ogni sorta di scuse per farle proseguire: in realtà voleva scoprire, a spese dell’azienda, se lui le era infedele… Quando ci siamo resi conto del giochetto abbiamo chiuso la pratica, rifiutandoci di andare oltre».
Oggi crescono i tradimenti omosessuali: il marito che tradisce con un lui, la moglie con una lei.
«Penso che se ne parli solo di più: i tradimenti omosessuali ci sono sempre stati, noi ce ne occupiamo da tempo e non abbiamo rilevato aumenti rispetto al passato. Ciò che si è allargato è il ceto sociale della gente che si rivolge all’investigatore: una volta erano le classi alte e benestanti. Oggi vengono da me anche impiegati e perfino operai».
Alla faccia della fiducia coniugale…

Maria Celeste Crucillà

Rivista 'Oggi'